Ieri (ndr 7/3/2026) i nostri volontari durante la consueta attività programmata, hanno lavorato nella zona di Largo dei Francesi e nei viali limitrofi.
Fra cappelle di famiglia e sepolture, dalla polvere del tempo è emerso un fatto di cronaca cittadina che colpì Genova nel giugno del 1904. L’incidente alla conceria Fossati, che costò la vita ad alcuni operai e al titolare, accorso in loro aiuto.
La conceria Fossati si trovava in località Chiappazzo, in via Bobbio ed era stata aperta da circa venti mesi.
Era stato costruito anche un pozzo per il deposito delle acque necessarie alla conceria, e fino a tre giorni prima alcuni operai avevano lavorato al suo interno, interrompendosi perché era stata avvertita qualche esalazione.
Venne però dimenticata una scala, e Francesco Gesino decise di scendere per recuperarla, ma i gas lo avvolsero e cadde nel fondo del pozzo.
I colleghi che lavoravano lì vicino, sentendo il tonfo della caduta, accorsero alla bocca del pozzo.
Uno di loro, Ettore Vezzoni, ventenne, decise di scendere per recuperare il corpo del compagno con una fune, ma fu sopraffatto dalla stessa sorte.
Nel frattempo erano stati avvertiti i vigili del fuoco di San Fruttuoso e gli agenti di Marassi, tuttavia altri quattro operai scesero nel pozzo nel disperato e invano tentativo di aiutarsi l’un l’altro.
Anche il titolare, Giovanni Fossati, sentendo le grida degli operai si precipitò nel cortile, nonostante tentarono di dissuaderlo, scese nel pozzo, e cadde come chi l’aveva preceduto.
Con l’intervento dei soccorritori vennero alla fine estratti i corpi, e furono adagiati sui materassi che erano stati nel frattempo gettati dalle finestre delle abitazioni.
Le cure dei medici accorsi, tra cui il direttore della farmacia del Chiappazzo, salvarono una sola delle sette vite.
Gli altri operai riposano oggi con il loro titolare, come volle la vedova, in un’ unica sepoltura.

